Nessun romanzo, nessuna semplificazione.
C’è stato un risveglio e ci sono cose che non si possono dire, cose che non si dovrebbero (assolutamente) fare.
Eppure è un attimo.
Se si vuole tornare dall’altrove (l’altrove non è un posto per tutti; si sta male nell’altrove) allora bisogna confessare, confessare si, ma senza essere ripudiati, additati ad ogni passo.
Bisogna che si perdoni l’imperdonabile (se no è facile).
Dipingere è la mia pubblica confessione e, così non ho più paura.
Ho scelto di raffigurare le “femmes a bouche”, “les tondues”, le Ragazze collaborazioniste con i nazisti.
Povere vittime che, a guerra finita, vennero umiliate, picchiate e rasate nella pubblica via.
Il loro crimine imperdonabile io lo perdono e loro perdonano me.
I miei lavori.
Non servono per abbellire un salotto.
Se vogliamo esagerare la loro collocazione ideale è quella dedicata, usualmente al Crocifisso, alla Madonna con Bambino o, ancora meglio, al Sacro Cuore Spinato del Cristo.
Nessun riferimento o dileggio del Sacro.
Si vuole solo evidenziare la loro presenza inquieta, il … “ma perché me lo sono messo lì”?
Che ti svegli storto una mattina e senti il suo sguardo sulla schiena.
Ti ribelli e te ne esci con un “oh ma che cazzo vuoi? Oggi non è giornata, parliamo stasera”.
Capito?
Parlano stasera.